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Tariffazione iperdinamica, ecco perchè i biglietti aerei si pagano di più sul web

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Biglietti aerei, paghiamo di più i voli per la tariffazione iperdinamica: ecco cos’è e perchè sul web non si paga di meno.

Si chiama tariffazione iperdinamica. Con i big data il costo del biglietto varia anche 35 volte al giorno. Tutto il sistema di vendita su internet è progettato e studiato per far pagare all’utente la cifra massima che è disposto a sborsare.

Trovare il volo o la stanza d’albergo più conveniente diventa sempre più difficile. Nei prossimi mesi sarà quasi impossibile. Tanto che si possono definire conclusi i tempi in cui — come calcolava un anno fa uno studio di Airlines Reporting Corporation ed Expedia — per risparmiare fino al 36% sul biglietto bisognava «prenotarlo il fine settimana» con una partenza «fissata tra giovedì e venerdì» e «comunque ventuno giorni dopo l’acquisto del biglietto».

Tariffazione iperdinamica e Big data

Negli ultimi tempi i sistemi di prenotazione e di tariffazione sono diventati così sofisticati — grazie all’intelligenza artificiale, ai big data e a una miriade di start-up — che ormai il costo di quel volo e di quella camera finisce per cambiare anche 30-40 volte al giorno. Individuare il valore più conveniente, insomma, equivale a vincere alla lotteria. Si è passati — come spiega al Corriere chi si occupa di tariffazione — dal «dynamic pricing» a quello che Angela Zutavern di AlixPartners, nel suo libro citato dal New York Times The Mathematical Corporation, definisce «hyper-dynamic pricing».

Cosa è successo alle tariffe dei biglietti aerei?

Negli ultimi anni il nascere di diverse piattaforme online che seguono le fluttuazioni dei prezzi dei voli e degli alberghi e li segnalano agli utenti — come ad esempio Hopper — ha portato centinaia di migliaia di clienti a portarsi a casa acquisti di tutto rispetto: voli Europa-Usa a 249 euro (andata e ritorno), una settimana in hotel a Manhattan a 20 euro al giorno.

Fino al 2017-2018 le compagnie e gli hotel si basavano molto sul «prezzo dinamico» che si fondava sulla combinazione della classica regola della domanda/offerta, aggiungendoci i precedenti storici, i dati stagionali (a Capodanno costa di più, dopo il 6 gennaio di meno). Un trend che comportava anche un maggiore coinvolgimento umano.

Il nuovo approccio della tariffazione iperdinamica

Oggi il «dynamic pricing» è soltanto la base di partenza. Perché gli algoritmi fanno variare il costo dei voli e delle stanze decine di volte al giorno perché considerando decine di altre variabili, quasi tutte «pescate» dal mondo web/social.

I grandi eventi geopolitici e locali, le previsioni meteo (bel tempo o ondata di freddo storico), i trending su Google, Twitter e Instagram, i social media (dei personaggi famosi), gli appuntamenti sportivi o musicali. Tutto questo ora entra nel database dell’algoritmo che decide le tariffe in modo da massimizzare i ricavi per le società.

Modifiche costanti

Per questo — come spiega Hopper al New York Times — i prezzi dei voli New York-Londra sono cambiati anche 70 volte in due giorni. «I big data ci stanno dando una grande mano perché fanno quello che non saremmo in grado di fare umanamente: incrociare miliardi di informazioni», dice al Corriere un dirigente di Revenue management di una delle più grandi low cost d’Europa che chiede l’anonimato perché non autorizzato a parlarne con la stampa di argomenti sensibili. «Non è elegante dirlo ma senza volerlo sono proprio i nostri potenziali clienti a dirci di far pagare loro di più i nostri voli».

Fonte: Corriere.it | Leonard Berberi

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