Nel 2026 il travel entra in una nuova fase strutturale. Una fase in cui domanda e complessità crescono insieme. Per le agenzie di viaggio strutturate questo significa rivedere strategie, processi e partnership, soprattutto sul fronte ticketing e gestione del rischio.
Nel ruolo di partner B2B, Travelgood legge queste trasformazioni con gli occhi di chi ogni giorno supporta agenzie ad alto volume, operatori gruppi e realtà verticali sul mondo spettacolo, corporate e viaggi su misura.
In questo articolo riprendiamo gli insight dello studio “The Power of Travel 2050” di Google e Alvarez & Marsal e li traduciamo in implicazioni pratiche per le agenzie italiane nel 2026.
Il viaggio diventa una necessità, non (solo) lusso
Secondo lo studio Google/Alvarez & Marsal, entro il 2050 i viaggi internazionali raddoppieranno fino a circa 3,5 miliardi di viaggi, con la classe media (globale) che arriverà a rappresentare il 70% della popolazione.
Già nel 2026 questo si traduce in un allargamento costante della base di viaggiatori, soprattutto nelle economie emergenti e nei segmenti “esperienziali”.
Il travel pesa sempre di più sulla spesa discrezionale delle famiglie, che spostano budget da “cose” a esperienze.
Il viaggio viene percepito come parte dello stile di vita, non come premio occasionale ogni tot anni.
(Fonte: The Power of Travel 2050)
Cosa significa per le agenzie strutturate
Per un’agenzia con volumi importanti questo scenario apre opportunità, ma impone anche scelte:
- presidiare in modo attivo i clienti ad alto potenziale (corporate, gruppi, nicchie ad alta capacità di spesa);
- organizzare processi e reparto ticketing per gestire più richieste, più spesso, mantenendo margini e qualità di servizio.
Qui il Ticketing Travel Center (TTC) di Travelgood diventa il partner operativo che consente di scalare, senza trasformare il back-office in un ufficio ingestibile nei picchi di domanda.
APAC cresce, l’Europa resta destinazione top ma più competitiva
Le analisi Google/Alvarez & Marsal mostrano che, verso il 2050, l’area Asia‑Pacifico supererà l’Europa come principale source market, mentre l’Europa resterà una delle destinazioni più desiderate ma con una quota relativa in calo. I flussi in uscita da Cina, India e altri mercati asiatici aumenteranno in modo significativo, mentre gli operatori europei dovranno lavorare di più su:
- valore per trip
- mix di lungo raggio
APAC e MEA saranno regioni “volume-driven”, con forti crescite di traffico e nuove rotte.
Europa e USA si confermano mercati “yield-driven”, dove la marginalità passa da pricing, ancillari e qualità del servizio.
Cosa significa per le agenzie viaggio italiane
Per un’agenzia che lavora su incoming, gruppi internazionali, biglietteria etnica o itinerari complessi, questo scenario rende ancora più critiche:
- la capacità di gestire itinerari multi‑tratta e multi‑vettore da e verso l’Asia;
- la competenza nel combinare tariffe, diritti di sorvolo, connessioni e policy corporate.
Il TTC può aiutare le agenzie che servono flussi APAC (incoming o outbound) a tradurre questa crescita in margini, evitando errori su biglietteria etnica, stopover, combinazioni multi‑vettore e regole tariffarie più articolate.
Il travel domestico resta la spina dorsale
Uno dei messaggi più chiari dello studio è che il viaggio domestico rimarrà l’ossatura portante del settore: oltre il 90% dei viaggi continuerà a essere interno ai singoli Paesi, anche mentre crescono i volumi internazionali. I viaggi pro capite saliranno in media da 3,5 a 5 all’anno, con mercati come gli Stati Uniti che resteranno sopra gli 8 viaggi ogni 12 mesi.
Le persone viaggeranno più spesso, ma non sempre lontano: micro‑vacanze, bleisure vicino casa, weekend lunghi.
Il viaggio domestico diventa la base per fidelizzaresu cui costruire relazioni di lungo periodo con i clienti finali delle agenzie.
Cosa significa per le agenzie viaggio (business e leysure)
Per un’agenzia viaggi B2B o leisure avanzata, ignorare il domestico come leva strategica significa rinunciare a:
- occasioni ricorrenti di contatto con il cliente (e quindi di up‑selling e cross‑selling);
- una parte importante del volume biglietteria, da gestire in modo efficiente per evitare costi operativi sproporzionati.
Travelgood sottolinea sempre questo punto: usare il domestico come “loyalty engine”, mentre il TTC aiuta a tenere sotto controllo complessità e margini sulla biglietteria day‑to‑day.
Complexity tax: più crescita, più rischio operativo (e di margine)
La crescita dei viaggi non è “lineare”: porta con sé quella che il report Google/Alvarez & Marsal chiamano complexity tax. Più corridoi, più canali, più aspettative dei viaggiatori significano anche più pressione sulle operation, sui sistemi di distribuzione e sulle persone che lavorano in agenzia e nei reparti ticketing.
- Nuove rotte aeree e combinazioni più sottili rendono più delicata la costruzione degli itinerari.
- I viaggiatori si aspettano flessibilità, riprotezioni rapide, trasparenza su policy, rimborsi e voucher.
- Gli investitori e i titolari chiedono marginalità stabile anche in contesti di forte volatilità.
Cosa significa per il ticketing delle agenzie?
Per un’agenzia strutturata, la complexity tax si manifesta in alcuni punti specifici:
- gestione ADM (Agency Debit Memo) su volumi più alti;
- rischio di errori tariffari o operativi quando il team è sotto pressione;
- carico di lavoro non sostenibile nei picchi (crisi geopolitiche, cancellazioni di massa, scioperi, meteo estremo).
Noi di Travelgood siamo focalizzati su questo: offrire un supporto umano specializzato che “assorbe” parte della complessità tecnica e operativa, permettendo all’agenzia di concentrarsi sul cliente e sulla strategia commerciale.
L’intelligenza artificiale diventa il principale abilitatore del travel
Lo studio Google/Alvarez & Marsal individua l’AI come il più grande abilitatore della nuova golden era del travel, con tre fasi:
- oggi, AI che “aiuta a pensare”
- tra il 2026 e il 2030, AI che “aiuta a fare”
- dal 2030 in poi, agenti autonomi che “fanno al posto tuo”.
Nel 2026 ci troviamo esattamente nella transizione verso sistemi di decision support, automazione intelligente e conversational AI più profondamente integrata nei processi.
- L’AI consentirà di iper‑personalizzazione, pricing dinamico avanzato, automazione di task ripetitivi.
- Cambierà il modo di costruire itinerari, gestire disruption, fare customer care e upselling.
Il modello ibrido umano‑AI e il ruolo del TTC
La strategia Travelgood propone di leggere l’AI non come sostituto, ma come leva per la specializzazione dei team TTC e del supporto alle agenzie clienti. In particolare:
- il TTC consoliderà il modello human‑AI ibrido, in cui l’esperienza umana resta centrale nella gestione dei casi complessi, mentre la tecnologia supporta velocità, controllo e qualità.
- le agenzie che lavorano con Travelgood potranno prepararsi alla fase successiva, in cui l’AI sarà più integrata anche nel quotidiano delle operation, senza perdere il proprio valore consulenziale.
Come può un’agenzia viaggi prepararsi alle tendenze globali nel 2026?
Le tendenze globali non sono un esercizio teorico: nel 2026 hanno già impatti concreti sulle decisioni quotidiane di chi gestisce un’agenzia strutturata. Lavorare con un partner B2B come Travelgood significa poter trasformare questi macro trend in scelte operative sostenibili, soprattutto su ticketing, processi e gestione del rischio.
Tre azioni pratiche per iniziare subito:
- Mappare i segmenti ad alto potenziale
Identifica chiaramente quali clienti/segmenti (corporate, gruppi, verticali geografici) beneficiano di più dall’aumento di domanda e dal ritorno dei voli a lungo raggio, e allinea offerte e processi di biglietteria a queste priorità.
- Rafforzare la resilienza operativa sul ticketing
Valuta se il tuo reparto interno è in grado di reggere complexity tax, crisi geopolitiche e picchi stagionali; se la risposta è “a fatica”, considerare il TTC come estensione del team ti permette di proteggere margini e qualità di servizio.
- Pianificare la “AI‑readiness” della tua agenzia
L’AI entrerà sempre più nella quotidianità del travel: definisci quali processi puoi automatizzare, quali competenze vuoi potenziare nel team e come un partner human‑AI come Travelgood può supportarti nel percorso.
Vuoi capire come queste tendenze si incrociano con il modello di business della tua agenzia? Contatta il team Travelgood per confrontarti con i nostri specialisti TTC e valutare insieme il percorso più adatto.”





